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Pranayama

PRANAYAMA

Prana= energia vitale, forza della vita. Ayama= estensione, espansione.

Il prana è l’energia vitale, la forza della vita che esiste in tutte le forme di vita e le cose. Viene solitamente identificata con l’aria che respiriamo, l’ossigeno, fonte essenziale per la vita, ma in realtà è una energia più sottile dell’aria che ci mantiene in vita.

Con le tecniche di pranayama non ci limitiamo a respirare ed aumentare la capacità di introdurre ossigeno nei polmoni, pratica senza dubbio utile dal punto di vita fisico, ma andiamo ad attivare, aumentare e regolare il flusso di prana, energia vitale, all’interno di canali più sottili, le nadi.

Il livello e flusso di prana è fortemente influenzato dello stile di vita. Tutte le attività fisiche quali il lavoro, l’assunzione di cibo, i rapporti sessuali, gli esercizi sportivi, il sonno, hanno una forte influenza sul nostro livello di energia e sulla sua distribuzione. Non da meno le attività della mente quali pensieri, emozioni, immaginazione influenzano enormemente il nostro corpo pranico.

Tutte le irregolarità nel nostro stile di vita, la sregolatezza alimentare, i disturbi del sonno, lo stress, ostacolano ed esauriscono il flusso di prana, di energia vitale.


Il nostro corpo pranico è suddiviso in 5 differenti prana, dimensioni, o più semplicemente settori, all’interno dei quali si manifesta, influenzando e governando specifiche sezioni del nostro corpo e del nostro essere.


1. L’area toracica compresa tra la laringe e la sommità del diaframma è regolata da Prana. Controlla il cuore, e gli organi respiratori, insieme ai muscoli ed i nervi che li attivano. E’ l’energia vitale che attrae il respiro all’interno del nostro corpo.


2. L’area dell’addome, al di sotto dell’ombelico è regolata da Apana. Controlla l’intestino crasso, i reni, l’ano ed i genitali e l’eliminazione delle scorie dal corpo. E’ l’energia vitale che espelle il respiro.


3. L’area compresa tra il cuore e l’ombelico è regolata da Samana. Esso regola il sistema digestivo: stomaco, fegato, pancreas, intestino. E’ l’energia che assimila e distribuisce il nutrimento. Ad un livello più sottile regola la kundalini e l’espansione della coscienza.


4. La zona tra il collo e la testa è di dominio di Udana, l’energia che attiva tutti i recettori sensoriali. Governa gli occhi, la lingua, il naso, le orecchie e tutti i muscoli, legamenti, i nervi e le articolazioni ad essi collegate. Governa tutta la nostra consapevolezza sensoriale, la nostra postura e quindi la capacità di rispondere al mondo esterno.


5. L’interno nostro corpo è permeato da Vyana che regola tutti i movimenti e coordina il funzionamento degli altri quattro prana.


L’esaurimento o il blocco di energia in un determinato prana comporta la perdita di vitalità degli organi e arti che esso governa con la conseguente disfunzione metabolica e la manifestazione della malattia.
Utilizzando le varie tecniche di pranayama manteniamo vitali, energizzati ed equilibrati tutti i prana che regolano la nostra funzionalità.


Strumento fondamentale per le tecniche di pranayama è il respiro, funzione fondamentale per l’esistenza esso regola l’attività di ogni singola cellula del nostro corpo e soprattutto il funzionamento del cervello. Ogni singolo respiro produce energia per attivare ogni contrazione muscolare per il più piccolo movimento, ogni la secrezione ghiandolare ed ogni processo mentale.


Una respirazione scorretta, affrettata, superficiale, limitata priva il corpo di una adeguata quantità di ossigeno e di prana per una buona salute. Una respirazione irregolare interrompe i naturali ritmi del cervello portando a blocchi fisici, mentali, emozionali. In questo quadro si manifestano conflitti interiori, disturbi emotivi, stili di vita disordinati e malattie.


Il pranayama ristabilisce corretti modelli di respirazione, ritmica, lenta e profonda, interrompendo gli stati negativi ed i disturbi ad essi collegati e stimolando stati mentali calmi e rilassati

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Quando la coscienza si rivolge agli oggetti dei sensi, buoni o cattivi che siano, gradevoli o dolorosi,

la si quieta con l’amabilità, la compassione, la contentezza e l’equanimità

(1.33 – Yogasutra – Patanjali)

 

“Oppure si può fare una pausa tra l’inspirazione e l’espirazione.”

(Yogasutra 1.34 – Patanjali)

Deborah Finamore

Deborah Finamore

Dal 2000 guida classi di meditazione e di Yoga. Diplomata come istruttrice Hatha-Yoga fonda la “Yoga Benessere” per la diffusione della pratica dello Yoga a Roma. Segue costantemente corsi di aggiornamento e coordina classi di meditazione.

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